Mydah, un giovane artista eclettico e di grande talento

Mydah, barlettano classe 2003.
Intraprende il suo percorso musicale in età prematura continuando tutt’ora, permanendo nel far prevalere le sue abilità per quanto riguarda la scrittura e stesura delle sue tracce.
Intraprende un percorso particolare cominciando a dedicarsi anche alle produzioni ed oggi si racconta alla redazione del LA FABBRICA DEL SUONO per far conoscere le sue idee artistiche

1. Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica
RISP: Sin da bambino ho sempre visto la musica come l’unico mezzo con cui poter dire la mia a tutti quanti 

2. Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.
RISP: Il mio percorso è un po’ come se stessi salendo a piedi il Burj Khalifa, non è facile ma piano piano sto arrivando dove voglio. Bisogna sempre studiare la prossima mossa ma se dovessimo parlare di musica qualitativamente parlando, ad ogni canzone  si percepisce il salto di qualità 

3. Se potessi passare un giorno con una artista vivo o morto chi sceglieresti?
RISP: Gue Pequeno sicuramente

4. Quali sono i tuoi punti di riferimento (cantanti o band a cui si ispira)?
RISP: In generale direi Al Pacino e De Niro per la loro costanza, nonostante abbiano una certa età riescono a recitare come nessuno da circa 60 anni, sempre meglio.
Musicalmente parlando probabilmente The Weeknd, lo definisco un genio.

5. Cos’è la musica per te?
RISP: La mia musa ispiratrice

6. Tre canzoni (di altri) che ami e perché.
RISP: All’Ultimo Respiro dei Club Dogo, perché riesce ad emozionarmi ogni volta che l’ascolto.
Blinding Lights di The Weeknd perché è l’unico pezzo che riesce a gasarmi per qualunque tipo di occasione.
E come ultimo ma non ultimo Neve di Ernia per la sua capacità lirica, per me è fonte di ispirazione.

7. Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
RISP: Oggi giorno oggettivamente credo conti tantissimo. Per me è fondamentale dare un senso, per altri il contrario. Fibra dice: “se non sono frasi forti nessuno si gira

8. Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?
RISP: Probabilmente il Live al Mamacitas Party, ma anche l’apertura di un’artista del calibro di Samuel Heron due anni fa. Sono situazioni che ti fanno sentire invincibile (se le prendi nel modo giusto anche quando vanno male)

9. Cosa ne pensano i tuoi amici e familiari della tua scelta di intraprendere questa strada?
RISP: Aspettano con ansia una riunione familiare per discutere del mio successo in una villa con piscina e qualche macchina

10. Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?
RISP: Il mio obiettivo è far diventare la musica un lavoro, ma ho anche altri progetti tra le mani dato che mi sto affacciando al mondo del teatro e ho intenzione di accomunare queste mie due passioni.

Ascolta la sua musica su Spotify

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *