È online su YouTube il videoclip di  “COME FAI SBAGLI” , il debut single di Supertele.

La storia prende vita in una città distopica, dalle tinte cupe e viola, sempre vista dall’alto. Il protagonista è il cantante che, con in mano un foglio misterioso (una lettera d’addio? ) si fa tentare dal vuoto e dall’idea di buttarsi. Un video sarcastico e lisergico, immagini, sensazioni, visioni si confondono fino a quando il sistema va in errore (come fai sbagli, appunto)  e ogni cosa si trasforma  in un uno scherzo colorato, da non prendere troppo sul serio.

Interessante la scelta di dichiarare la tecnica del green screen e il gusto home-made fin da subito, coinvolgendo lo spettatore nel making of del video, come se fosse un gioco a cui si gioca (e si sbaglia) insieme.

SUPERTELE si presenta con un brano pop-funk dal taglio lo-fi e psichedelico. I suoni della città e il vociare dei passanti si confondono con synth fluidi, basso legnoso e chitarre nervose.

La canzone descrive la condizione di ogni essere umano presente su questa terra: sentirsi costantemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, con i vestiti sbagliati, i pensieri sbagliati, le scarpe sbagliate. Tutto, insomma, sempre fuori posto. Eppure è proprio scoprendo che questa condizione è necessaria all’essere umano per sentirsi vivo, che si può pensare a rimandare il suicidio a un altro momento, magari dopo l’estate, dopo l’amore, o chi lo sa.

“La canzone alla fine è un inno alla perseveranza. Ma non con la retorica tipo “se insisti, se vai avanti per la tua strada, un giorno ce la farai”, piuttosto intendo che qualsiasi cosa fai, in qualunque momento, per qualcuno sarà sicuramente incompleta, difettosa, fuori fuoco. E questo diventa consolatorio, o almeno lo è per me, e ti fa prendere la vita con più leggerezza e un po’ di sano fatalismo.”

SUPERTELE è una visione anarchica della musica. Non è un discorso politico o filosofico, ma semplicemente ludico. E’ l’anarchia di quando da bambini si giocava a pallone in cortile e si decidevano le regole, senza bisogno di seguire quelle dei grandi, della logica, dello spazio o del tempo.

Questo è quello che cerca di fare SUPERTELE con la sua musica, che unisce campioni di vecchi vinili, suoni rubati dalla strada o dal web, synth analogici e strumenti immaginari, per costruire canzoni pop dal gusto nostalgico e lo-fi.  Il risultato è un mix di influenze, un creazione schizofrenica che unisce una matrice urban/soul/funk a un’attitudine punk a una visione psichedelica della realtà.

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